Cristiana Morro...'s profileWindows Live Spaces di c...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 03

    L'animale sapiente

    Dicevano che sarebbe stato meglio

    evitare di guardare

    passare dritti

    come non fosse nulla

     

    eppure tutti mi ficcavano gli occhi nell’anima

    tranciata e sofferta da ore di fatica

    ero forse io l’attrazione del circo?

     

    Decisero che sarebbe stato conveniente tenermi in salute

    soldi ne portavo e il guadagno era assicurato

    per gli astanti lo sguardo doveva essere fiero

    netto a tagliare l’orizzonte

     

    e anche la pelle lucidata dagli oli essenziali

    tonica e stupefacente per l’età che nascondeva

    godeva di attenzioni tutte particolari

     

    Dovetti alzare le braccia più volte

    mentre i calli sulle mani sanguinavano

    e io facevo finta di non sentirli

    e il maglio saliva e scendeva

    quasi fosse stato il tempo

     

    per questo l’incudine resisteva

    per non cedere alla tentazione d’immortalità

    e carpire ancora l’ultimo sogno del risveglio

    eterno andante senza movimento

     

    Davvero pensai più volte che fosse finita

    anche quando l’aria salmastra dell’estate

    mi riempì polmoni e naso annusandomi

    in un istante l’anno strascorso

     

    mentivo pensando che le stagioni

    non erano più le stesse

    sognando che tutto fosse stato

    solo un attimo

     

    Fu ancora l’inverno dopo

    rinnovato il costume e il trucco

    persino lo spettacolo che venne arricchito

    di nuove battute e altre comparse

     

    fu quel giorno in cui il vento aveva preso d’improvviso

    un ritmo stanco, silenzioso faceva finta di non esistere

    la folla gridava perché gli spaccassi la testa

    ma l’incudine pronta mi fece effetto urlando

     

    Davanti a me l’orda di occhi affamati gridava

    osannando le mie cosce sode che si distendevano

    sotto la spinta del sollevamento

    le braccia ancora a guardare la polvere

     

    la mazza prese il largo dondolandosi verso il cielo terso

    guardandola lasciai andare come un pianista le dita

    e per caduta d’improvviso a semplice effetto in picchiata

    persa la presa cercai almeno per una volta di essere libera

     

    Il sangue iniziò lentamente a colare fra gli occhi

    poi raggiunse la piega delle mie labbra

    subito prima di stramazzare a terra con la lingua

    presi il mio sapore e riuscii a vedere tutto

     

    sapevo che il semplice rollio

    non determina una virata c’è necessita

    di una accelerazione positiva tanto maggiore

    quanto più è stretto il raggio di cabrata

     

    Per questo fui la più veloce di tutti.

     

    L’animale sapiente.